Anemia da carenza di ferro: cos’è, i sintomi, le cause e come curarla

Pubblicato il 29/09/2022 - Nella categoria Guide e consigli del farmacista, Ultime notizie

L'anemia da carenza di ferro rappresenta la condizione di un organismo che presenta un livello basso di quantitativi di ferro nel sangue ed è considerata la malattia più comune per quel che riguarda la mancanza di uno degli elementi essenziali per il corretto funzionamento del nostro corpo.

Chiamata anche con il nome di anemia sideropenica, dal latino sìderos che significa ferro e penìa che significa povertà, questa patologia non deve essere in nessun modo sottovaluta per evitare l’insorgere di malattie gravi, specie per i soggetti più a rischio, vale a dire coloro che soffrono di insufficienza cardiaca.

Quando parliamo di anemia da carenza di ferro dobbiamo però fare una distinzione con la carenza di ferro e con l’anemia in generale.

Anemia da carenza di ferro e carenza di ferro: le differenze

Per anemia si intende la condizione per la quale il numero di globuli rossi non è sufficiente a trasportare il corretto livello di ossigeno ai tessuti. Le cause possono essere molteplici, tra tutte l’impossibilità per il nostro organismo di produrre abbastanza eritrociti o un elevato decadimento di quest’ultimi, dovuto a emorragie o fattori genetici.

L’anemia da carenza di ferro, invece, come suggerisce il nome è dovuta ai livelli ridotti di questo oligoelemento vitale che comporta una bassa produzione di emoglobina, la proteina che dona la classica pigmentazione rossa del sangue, responsabile di trasportare l’ossigeno agli apparati, ai tessuti e ai muscoli.

Per carenza di ferro, invece, ci si riferisce a un basso quantitativo generale di ferro nel nostro corpo e porta alla diagnosi di anemia solo nel caso in cui sia correlata una emoglobina ridotta.

I prodotti consigliati in caso di anemia da carenza di ferro

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Quali sono i sintomi dell'anemia da carenza di ferro: i sintomi e come riconoscerla

Un soggetto affetto da anemia da carenza di ferro presenta una lunga serie di sintomi che, pero, essendo aspecifici, non sempre riconducono a questo disturbo, per il quale è quindi necessario sottoporsi a esami diagnostici per avere una diagnosi più precisa.

In linea generale i sintomi dell’anemia da carenza di ferro più frequenti sono:

  • Sensazione di stanchezza e continuo affaticamento anche per le azioni meno impegnative;

  • Astenia e debolezza;

  • Pallore e colore spento della pelle del viso in particolare;

  • Fatica a respirare e sensazione di soffocamento (fiato corto);

  • Battito cardiaco accelerato e dolore toracico;

  • Perdita di capelli e unghie che si spezzano;

  • Vertigini e svenimenti;

  • Mal di testa;

  • Insonnia e cambiamenti repentini di umore;

  • Stati confusionali e perdita di concentrazione.

Come intuibile, questi sintomi possono essere associati a diverse patologie e per questo il modo migliore è effettuare analisi del sangue, tenendo conto di alcuni indicatori di riferimento che oltre ai livelli di emoglobina, evidenziano anche i quantitativi di ferritina e transferrina.

La ferritina presente nel nostro sangue svolge il compito essenziale di contrastare gli effetti nocivi che ha il ferro e ne è un componente fondamentale di quest’ultimo. Livelli bassi di ferritina sono quindi associati a livelli bassi di ferro nel sangue e conseguente possibile diagnosi di anemia da carenza di questo elemento. Un livello alto di ferritina può invece essere collegato a malattie come la leucemia.

La trasferrina invece si occupa di trasportare il ferro nel sangue e l’analisi dei suoi livelli di saturazione può riassumere i livelli di ferro. La risultanze in base a questi due elementi possono quindi esprimere con relativa precisione se si è affetti o meno da anemia da carenza di sangue.

Cosa provoca l'anemia da carenza di ferro?

Come intuibile, le cause dell’anemia da carenza di ferro possono essere riconducibili a un’eccessiva perdita di sangue dovuta a emorragie esterne e soprattutto interne in quanto non immediatamente rilevabili dal paziente a livello sintomatologico, in particolare quelle che coinvolgono l’apparato gastrointestinale, come l’infestazione da parte di un parassita chiamato anchilostoma. Anche le donne in menopausa sono particolarmente affette dall’anemia da carenza da ferro.

In linea generale le cause più comuni per questo tipo di anemia sono:

  • Emolisi, ovvero il decadimento eccessivo e troppo veloce dei globuli bianchi;

  • Malassorbimento del ferro;

  • Aumento di fabbisogno di ferro come in menopausa, gravidanza, allattamento, etc.

  • Dieta poco equilibrata;

  • Fattori ereditari e genetici;

  • Carenza di vitamine (in particolare C e B12);

  • Artrite reumatoide;

  • Tumori e terapie collegate come la chemioterapia e radioterapia;

  • Problemi alla tiroide;

  • Insufficienza renale;

  • Infezioni;

  • Eccessiva attività sportiva intensa.

Anemia da carenza di ferro in gravidanza

Come accennato in precedenza, durante il ciclo mestruale e soprattutto la gravidanza, le donne hanno un bisogno di ferro maggiore e per questo lo assorbono in quantità più elevate. Si stima infatti che circa il 40% delle donne incinte presenti sintomi di anemia dovuta al fatto che la massa dei globuli rossi aumenta ma parallelamente aumenta in misura maggiore il volume plasmatico portando una diminuzione dell’emoglobina e dell’ematocrito.

Per questo è fondamentale tenere sotto controllo questi valori al fine di evitare gravi ripercussioni non solo sulla salute della mamma ma anche e soprattutto sul benessere del bambino così da evitare che possa soffrire di patologie anche gravi.

Cosa mangiare in caso di anemia da carenza di ferro

Per aumentare i livelli di ferro nel sangue e contrastare l'insorgere dell'anemia da carenza di ferro è necessario seguire una dieta bilanciata con alimenti che contengono alti quantitativi di ferro. Un problema che riguarda in particolar modo i soggetti che seguono un’alimentazione basata unicamente su pietanze di origine vegetale, essendo la carne ricca di ferro.

Per ristabilire un equilibrio a livello di ferro bisognerebbe mangiare cibi quali:

  • Verdure verdi;

  • Legumi, in particolare fagioli, lenticchie e ceci;

  • Barbabietole;

  • Semi di soia;

  • Spezie e erbe aromatiche;

  • Prezzemolo;

  • Cannella;

  • Pepe Nero;

  • Frutta secca;

  • Carne rossa e bianca;

  • Frutti di mare;

  • Rucola;

  • Cacao amaro;

  • Pesce azzurro;

  • Cereali;

  • Fegato;

  • Pomodori;

  • Peperoni;

  • Broccoli e cavoli.

Non sempre però una dieta basata su questi elementi è sufficiente a coprire il fabbisogno di ferro necessario per la corretta funzionalità del nostro organismo. Per questo è necessario integrare la propria alimentazione con integratori alimentari a base di ferro o di quelle vitamine che migliorano l’assorbimento di questo elemento, come quelli contenenti Vitamina C, Vitamina B12, B6, B2, B9 (acido folico).